Riparte la stagione piscatoria
La stagione piscatoria nelle Marche si apre tra incertezze normative, assenza di ripopolamenti e confronto acceso sulla tutela della trota mediterranea, cercando un equilibrio tra pesca sportiva e sostenibilità dei fiumi.
Maurizio
25 marzo 2022
Domenica prossima 27 Marzo inizia la stagione piscatoria nelle Marche.
Dopo una lunga “trattativa” tra FIPSAS e Regione si è giunti all’accordo di una bozza del calendario piscatorio che ricalca praticamente in tutto quello pubblicato lo scorso autunno con la creazione di ulteriori zone in categoria C1, individuate come campi gara, dove si sarebbero potute fare immissioni di trote iridee sterili. Durante la seduta della Consulta Regionale l’accordo non è stato confermato e la proposta del nuovo calendario (che credo verrà pubblicato nei prossimi giorni) non è stata condivisa né dalla FIPSAS, né dalle associazioni piscatorie.
Come per gli altri anni non sono previste immissioni di trote pronto pesca contrariamente a quello che stanno facendo in altre regioni a seguito dell’emendamento del sen. Simone Bossi che prevede una sospensione di due anni del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 08/09/1997 in attesa di studi più approfonditi per la reintroduzione di pesci autoctoni. Anzi, la Regione Marche ha presentato lo scorso Settembre un progetto al Ministero competente e all’ISPRA dove è prevista la trasformazione di gran parte delle acque pregiate in zone esclusive per il ripristino della trota mediterranea. Ciò comporterebbe il forte rischio di limitare l’attività piscatoria in quei tratti di fiume e l’eradicazione dei pesci ritenuti alloctoni presenti ormai da secoli. E’ fattibile? C’è il materiale per portare avanti questo progetto? In quanto tempo verrà attuato? Sono domande a cui non è facile dare una risposta, ma l’allarme tra i pescatori è alto. A seguito di questa situazione sono usciti articoli su vari giornali locali (a volte anche pubblicati diversamente da come erano in origine) dove viene evidenziata l’insoddisfazione della maggior parte dei pescatori ed è nata una lotta sui social, e non solo, tra chi è a favore delle immissioni e chi è contro.
E’ evidente ormai che la popolazione ittica si è notevolmente ridotta a causa di diversi fattori, tra cui anche il mancato ripopolamento, ma crediamo che occorre trovare un compromesso tra le due posizioni. Noi da ormai tre anni abbiamo scelto di destinare alcuni tratti fluviali alla pesca No-kill, senza mai chiedere immissioni, nella speranza che quel poco che è rimasto riesca a ripopolare il fiume. Non solo, la creazione di queste zone dovrebbe servire anche a far sviluppare un approccio diverso alla pesca sportiva. Ben venga la reintroduzione della trota autoctona, però in tratti di fiume limitati poi, se il progetto funziona, si potrebbe estendere a zone più ampie. Contemporaneamente si dovrebbe favorire la pesca sportiva con immissioni di trote mediterranee che, anche se non hanno una purezza assoluta, possano iniziare gradualmente a soppiantare le atlantiche.
Le posizioni estreme non hanno futuro né per l’immissione selvaggia, né per la purezza assoluta della specie. Occorre tornare a vivere i fiumi in modo sostenibile senza abbandonarli a se stessi.